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I Miei Strumenti

Il primo strumento a tastiera su cui misi le mani fu il “pianoforte”, avevo circa sei anni. Mio padre però scelse una “maestrina” di pianoforte e “teoria e solfeggio” che in pochi giorni riuscì a farmi odiare il “pianoforte” e la musica. Non la sopportavo con i suoi capelli bianchi raccolti a caschetto e i suoi occhialetti, era noiosa nel modo di parlare, antica e pesante nel modo di insegnare, e cosa più grave di tutte, ogni volta che sbagliavo mi dava una schiaffetto sulla mano incriminata.
La odiavo a tal punto che un giorno, sapendo del suo arrivo, mi nascosi abilmente in un armadio e decisi di uscirne solo quando la “maestrina” se ne andò offesa a morte dalla mia assenza, comunicando ai miei genitori che secondo lei ero “negato per la musica”.
La voglia di strimpellare il pianoforte mi tornò verso i tredici anni e già a quattordici ero in grado di improvvisare qualcosa di interessante su questo strumento. Poi a sedici anni iniziai a imparare a leggere e scrivere la musica. Ero attratto dalla musica “pop-rock” del periodo ma consideravo molto importante crearmi una buona cultura musicale classica. Del resto questo era il percorso che aveva seguito il mio musicista-tastierista preferito, mio idolo, “Keith Emerson”: suonare e creare un rock di qualità, tecnologico, un pò alternativo e un pò intellettuale.
Ero affascinato dai due sintetizzatori “ARP 2600” di mio padre, però mi accontentai, anzi fui entusiasta, quando mi comprò un organo “EKO Tiger” e un sintetizzatore “Welson” che aveva in basso una striscia di presets, ma sulla sinistra la parte di synth programmabile con VCF, VCO, ADSR etc. etc. sulla quale potevo iniziare a creare i miei suoni. Poggiai il “Welson” sul “EKO Tiger” e subito mi sentii un piccolo “Keith Emerson”.
Con questi due rozzi e semplici strumenti, insieme al mio sconquassato pianoforte verticale, iniziai ad esercitarmi con fatica ed entusiasmo per divenire un buon tastierista. Ma furono i sintetizzatori “MOOG” a trasportarmi definitivamente nel mondo della musica elettronica. Rimasi incantato all'ascolto dei dischi di “Walter Carlos” (poi divenuto “Wendy Carlos”) nelle sue rielaborazioni sonore delle opere di “Bach”.
Anche “Keith Emerson” usava i “MOOG”: dunque quando finalmente riuscii a possedere il mio primo “MINIMOOG” ricordo che la prima notte lo poggiai sul mio letto e abbracciandolo ci dormii insieme. Poi acquistai usato e come sempre da “Musicarte” anche un organo “Hammond L-100” con “Leslie” che, insieme ad un pianoforte elettrico “Wurlitzer” ed a una strana tastiera polifonica di cui purtroppo non ricordo nome e marca (aveva presets tipo archi, clavicembalo e altro), rendeva il mio set da tastierista finalmente di ottimo livello. Iniziai a formare varie band rock/fusion quasi sempre in trio formati da tastiere (io), basso e batteria.
Quando poi decisi di produrre musica “commerciale”, cioè dal 1980, il mio parco strumenti in “studio di registrazione” era composto dal “Minimoog”, dal synth polifonico ”Oberheim” e dalle batterie elettroniche “Korg”, “Linn” e “DMX Oberheim”. Con questi strumenti, compreso il pianoforte acustico, creai il “sound” di tutti i miei successi degli anni 80', Dolce Vita, I like Chopin, etc….
Nel progetto “WEB”, tra il 1999 e il 2003, utilizzai invece un set di sintetizzatori virtuali, tra i quali: “Roland JP-8000”, “Korg M2000”, “Supernova”, “Virus”.
Ero e resterò amante del suono puro dei sintetizzatori analogici, ma nei progetti dal 2018 in poi realizzerò produzioni avvalendomi anche dei “plug-ins” e dei sistemi di registrazione digitale.